📁
Volgograd Viaggiare in Russia a VolgogradVolgograd
Viaggio a Volgograd

Introduzione

Introduzione alla guida su Volgograd

Volgograd: Statua di Lenin
Volgograd
Statua di Lenin

Questo scritto è stato redatto ad inizio ottobre 2006, la temperatura media durante le ore del giorno si è attestata intorno i più 25 gradi centigradi (durante il giorno si gira tranquillamente a maniche corte). Il clima, vista la lontananza dal mare, è quello continentale: Estati calde e inverni gelidi, durante i cambi di stagione si consiglia di portarsi appresso anche qualche vestito pesante (per ogni evenienza! A noi non è servito).
Su Volgograd, più comunemente conosciuta come Stalingrado, città eroica, di informazioni ce ne sono diverse, sia nella filmografia che sui libri di storia o nella letteratura, tuttavia rimane una città completamente sconosciuta a noi occidentali, per tutto ciò che riguarda i tempi moderni, il turismo e il tempo libero e questo rappresenta più grande punto di forza che rende questa meta superiore in qualsiasi aspetto rispetto alle più battute mete in terra ex sovietica come per esempio le capitali Baltiche o Kiev. A Volgograd noi italiani non ci siamo, ne come turisti e tanto meno nelle vesti di “pellegrini” in cerca di dolce compagnia, a Volgograd non capiterà mai e poi mai di entrare in un locale e sentire parlare Italiano (come sistematicamente accade girando la sera per Kiev. Riga, Tallin, San Pietroburgo e via dicendo), in questa città la popolazione è ancora sana e soprattutto non si è ancora formato quel circuito in cui il turista occidentale viene attratto per essere in un certo modo turlupinato in con varie macchinazioni o abbindolato “da avvenenti ragazze” il cui unico scopo e professione è quella di approfittare degli ignari che viaggiano ad est con intenti a volte discutibili. Volgograd è una delle poche città ancora rimaste nell’est Europa in cui la sera nei locali, non bisogna fingere di non essere italiani. Detto questo il paragone con Kiev è d’obbligo, prima di tutto perché molto probabilmente chi deciderà di puntare su Volgograd come meta per le proprie vacanze, consocerà già Kiev (meta preferita dai nostri amici “russofili”) e in secondo luogo sono innumerevoli le affinità ad incominciare dal fatto che è difficile distinguere le fotografie scattate nell’una e nell’altra città! Stalingrado (ovvero l’attuale Volgograd) esattamente come Kiev venne completamente rasa al suolo dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, tuttavia qui nacque la resistenza che non solo blocco l’espandersi dell’egemonia tedesca in terra sovietica, ma ne segno la capitolazione in una estenuante guerra fra le macerie della città, una guerra il cui confine era a volte non la casa distrutta accanto, ma addirittura la camera affianco o il tunnel sottostante. Esattamente come avvenne per Kiev, questa città venne interamente ricostruita a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, anche qui lo stile architettonico del centro è quello staliniano, stile in cui imponenti palazzi (“stalinski dom”) sfoggiano negli elementi architettonici l’imponenza e magnificenza dell’animo sovietico. Stalingrado è sicuramente tra tutte le città, quella che ha saputo meglio interpretare questo stile, e non sarebbe potuto essere diversamente visto che proprio Stalingrado porta nel nome quello che in Russia è il termine dato a questi imponenti edifici (le “stalinski dom” appunto!), qui a differenza di Mosca, gli spazi abitativi del centro sono vivibilissimi (non ci sono grattacieli circondati da asfalto), e non ci sono come per esempio a Kiev serie di palazzi staliniani a sfoggiare la loro imponenza alternandosi con zone ricreative tipo parchi e giardini; Qui la città ha trovato il compromesso perfetto, anziché alternare il verde ad aree abitative, le aree abitative sono inglobate dal verde, le vie del centro sono delle aree verdi, dei parchi spettacolari, ricchi di fontane e monumenti tutti che ricordano i caratteri forti dell’unione sovietica e della grande guerra patria (nome con il quale in Russia viene chiamata la seconda guerra mondiale). Volgograd nonostante la forte impronta staliniana nello stile architettonico, si avvicina molto più come vivibilità e spazi, a città giardino tipo Omsk, qui praticamente non c’è casa che non abbi la vista su un giardino o parco, e a proposito di parchi c’è da dire che è incredibile la cura meticolosa degli elementi naturali che li arricchiscono, fiori e piante tenuti in maniera impeccabile!
Tornando al paragone con la capitale ucraina, a Kiev la squadra di calcio cittadina è la Dinamo, mentre qui a Volgograd il Rotor (squadra oramai andata con le gambe all’aria per via di mancanza di fondi)!
Spostandoci nei sobborghi non mancano (come in tutte le città dell’ex unione sovietica) intere atee industriali, in russo definite “promzon” (zone alla “stalker”, per chi non sapesse cosa si intende per zone alla “stalker” consigliamo di vedere il film!). Le costruzioni abitative “tipo” delle periferie russe soni i cosiddetti “panelni”, ovvero abitazioni a blocchi prefabbricate di colore prevalentemente grigio, dalle pareti piatte e dalle forme quadrate, questo genere abitativo (che in città non manca) insorse nell’ultima era comunista, si tratta di soluzioni di facile e veloce realizzazione il cui scopo era solo quello di sopperire alla carenza di alloggi. In tutta l’unione sovietica, lo stile delle costruzioni seguiva di pari passo, quelle che erano le disposizioni del segretario di partito, ecco quindi insorgere a seconda di chi “comandava”, soluzioni abitative di nome diverso: Stalinska, Brejenevka, Khrushovka, Kirpichni, Panelni; Le panelni e le kiprichni hanno addirittura delle sottovarianti definite con delle sigle e gli agenti immobiliari dalla sigla sanno al volo di che tipo di soluzione abitativa stiamo parlando (metratura, piantina, predisposizione arredo, ecc.).
Nota da segnalare, sono gli innumerevoli monumenti con i caratteri forti dell’era sovietica che adornano ogni luogo della città dando un impronta di magnificenza che affascina il visitatore: Camminando per Volgograd si percepiscono le emozioni forti del delirio di onnipotenza dell’Unione Sovietica, e noi abbiamo voluto catturare queste emozioni in foto (vedi l’album).
Qui sono innumerevoli i nomi delle vie e delle aree cittadine in ricordo degli avvenimenti di Pietroburgo risalenti al 1917 che diedero il via all’era socialista sovietica, tradotti in italiano: Viale Lenin, Via Lenin, Via di Lenin, Piazza Lenin, Ottobre, Viale Ottobre Rosso, Quartiere Ottobre Rosso, Quartiere Kirov ecc. non mancano nemmeno i nomi da era sovietica: Quartiere  Sovietico, Viale Armata Rossa, Komsomolkaia, ecc. addirittura, dedicati al mese “rosso” della rivoluzione bolscevica di ottobre, troviamo una via, il nome di un quartiere cittadino e il nome di una provincia della regione! Per Lenin il discorso è identico! Benvenuti quindi in terra sovietica!

Argomenti nella stessa categoria